Nuova influenza e principi di allarmismo

20 luglio 2009

Stamattina come di consueto apro corriere.it e la notizia fa bella mostra di se in testa a tutto il resto, nel trafiletto introduttivo si leggono cose come:

Massima attenzione per chi si reca in Gran Bretagna e Meglio rinviare le gravidanze.

Ora, giusto ieri sono inciampato in un video di Icke, personaggio che è un po’ il Travaglio (o l’Attivissimo) americano, in cui sconsigliava di fare il vaccino per l’influenza suina. Puntualizzo che prendo sempre con le molle ciò che dicono personaggi come Icke, ma alla fine della fiera riscontro spesso nella realtà segnali preoccupanti che erano stati previsti da lui o dai suoi corrispondenti italiani.

Avevo già parlato della burla della febbre messicana qui, ma questo richiede un approfondimento perchè Icke sostiene che dietro a queste continue epidemie (create dal nulla tramite i media) servono solo per diffondere il terrore “e cosa fai quando sei terrorizzato?” chiede Icke “cerchi aiuto al di fuori di te, qualcuno che ti dica cosa fare e lì arrivano le istituzioni a dirti eccoti il vaccino”. Sempre secondo lui tale vaccino (e altri) contiene mercurio che ha vari effetti negativi sull’organismo e principalmente sul sitema nervoso centrale. Lo scopo di tutto questo è indebolire mentalmente e fisicamente le persone allo scopo di controllarle in un prossimo futuro, e queste epidemie sono solo delle prove per capire se le persone accetterebbero di farsi vaccinare o di sottoporsi a trattamenti del genere se abbastanza spavantate. L’altro obiettivo è ridurre il numero di persone sul pianeta, e quindi il numero di nascituri.

Tornando a stamattina quindi: apro il corriere.it e leggo “Nuova influenza” e subito sotto “Meglio rinviare le gravidanze”. Insomma un po’ di dubbi vengono e sono legittimi.

Fortunatamente in quest’occasione i virologi e gli espertoni in materia hanno smorzato i toni, ricordando che intanto la suina non è in aumento e questa “nuova influenza” non è pericolosa come si dice.

Insomma basta spulciare un po’ per scoprire che l’influenza ordinaria fa ogni anno più morti di tutte le ultime pandemie messe insieme. Fa riflettere no?

PS su youtube cercate “swine flu 1976″ e gustatevi la propaganda del terrore che venne costruita intorno ad 1 caso sospetto (uno!) e che fu l’unica morte diretta di quella influenza, mentre tutte le altre furono causate dai vaccini.


Repubblica

17 luglio 2009

L’incipit è il seguente: Massimo Giannini, vicedirettore de La Repubblica, in un suo recente editoriale ha attribuito la paternità del “Dottor Jekyll e Mr. Hyde” ad Edgar Allan Poe (che lui chiama Allan Poe, ignorando che -se proprio vuoi abbreviare- il primo nome è Edgar) anzichè all’autore Robert Louis Stevenson. Nello stesso editoriale, poco dopo, ecco ripetuto ben 2 volte “qualè” -una volta è una svista, due no-. Ma il megavicedirettore non è nuovo a queste gaffe, come quella volta in cui disse che Catilina fece senatore il suo cavallo -avrà voluto dire Caligola, ma suvvia entrambi i nomi iniziano con la C-.

La mia opinione in merito è che se vuoi proprio fare il professorino almeno informati su cosa vuoi parlare. Altrimenti come faccio io a essere certo che la tua dis-attenzione ai dettagli (la storia e la letteratura classica) non influenzi anche il resto di quello che scrivi?

La serietà professionale e onestà intellettuale de La Repubblica (qualcuno si sarà accorto dell’errore no? Almeno spero…) fa invidia a Totò Riina. I lettori di questo giornalaccio sono probabilmente degli sfogliatori occasionali: comprano, sfogliano, venerano. Non hanno spirito critico, ma devoto.

Anche la Repubblica ha i suoi credenti.

Ma il mio non è un misero attacco a La Repubblica o ai suoi lettori, il mio pensiero va al giornalismo italiano tutto: possibile che nessun giornale abbia fatto notare la cosa -anche scherzosamente-? Che Repubblica non abbia rettificato i ripetuti erroracci? Evidentemente vige un giornalismo di stampo mafioso e la cosa fa tristezza.


Sciopero dei bloggers, perchè non ho aderito

16 luglio 2009

Perchè il fatto non sussiste, come direbbero in tribunale.

Il motivo dello sciopero era il DDL Alfano, e precisamente la paura che tale provvedimento “imbavagliasse” la libertà di informazione, colpendo trasversalmente -come danno collaterale- i blog.
Ma perchè il fatto non sussiste? Bastava dare uno sguardo al testo della legge per estrapolare l’informazione giusta -e non manipolata dal partito- ovvero:

“La IX Commissione della Camera dei deputati, considerato che la disposizione in esame estende ai siti informatici le procedure di rettifica delle informazioni ritenute non veritiere o lesive della reputazione dei soggetti coinvolti, [...] ha espresso parere favorevole a condizione che il riferimento ai “siti informatici” sia sostituito da “giornali e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione di cui all’articolo 5”.

Ovvero non i blog, ma solo i veri giornali telematici.
Tra l’altro Antonio Palmieri e Bruno Murgia, due pdllini blogger, hanno garantito che il decreto non toccherà i blog.

Non c’è pericolo di imbavagliare l’informazione libera, perchè è già imbavagliata. Tutti i bloggers si sono mossi uniti dove li mandava il partito come un banco di tonni.


Utilitarismo

15 luglio 2009

E’ una dottrina filosofica, come il naturalismo o tante altre, per cui il “giusto” è ciò che rende felici o incrementa il grado di felicità di una persona o, portato all’eccesso, di una comunità di persone.

Non ne sono un esperto, lo conoscevo da tempo e in questi giorni mi è capitato sott’occhio, per questo ho deciso di scriverne un post che non vuole essere accademico.

Trovo la dottrina utilitarista molto affascinante, il concetto che sta alla base è il concetto migliore che si possa esprimere, tuttavia come è facilmente intuibile ha delle limitazioni non di poco conto.
Per prima cosa l’utilitarismo non prevede l’etica o morale, che dir si voglia, tutto è visto nella prospettiva dell’utile -a se stessi o alla società- e tutto quello che non lo è viene considerato sacrificabile, sia esso una cosa o una persona.

Il grande limite dell’utilitarismo è infatti l’approccio etico dell’uomo ai gesti che compie, che è in assoluta disarmonia con questa dottrina. Per l’utilitarismo la bontà di una azione non va considerata a priori, come accade oggi, ma a posteriori e quindi in base alle conseguenze che questa azione comporta.

Prendiamo l’omicidio. Attualmente se tizio ammazza caio a nessuno importano i motivi (a meno che si tratti di legittima difesa o particolarità del genere) e al massimo questi possono costituire delle “attenuanti” per il grave fatto di aver tolto una vita, ma in linea di massima l’omicidio è considerato grave e quindi punito a priori.

Nell’utilitarismo l’omicidio invece può essere considerato persino giusto se la vittima risulta di scarsa o nessuna utilità sociale, o addirittura un peso.
Per essere una società utilitarista quindi occorerebbe prescindere dalla morale. La finalità della giustizia utilitarista è infatti la massimizzazione del benessere sociale, quindi la massimizzazione della somma delle utilità dei singoli individui, secondo il motto “Il massimo della felicità per il massimo numero di persone“.

Un altro grosso limite dell’utilitarismo è che l’individuo deve capire da solo quando anteporre la felicità sociale a quella personale, compiendo una scelta che non tutti sono in grado di compiere se non ben addestrati ed educati.

Dalla dottrina nel corso del tempo si è sviluppata una forma societaria -come il comunismo- e alcuni dei presupposti fondamentali sono mutati. Lo so che non è possibile sradicare l’etica e la morale dall’uomo e dalla società attuale, ma l’utilitarismo ha per me il discreto fascino dell’utopia.


Un Grillo politico

13 luglio 2009


Quando ho letto la notizia la prima cosa che ho pensato è stata “Lo sapevo”.

In tutti questi anni, il tronfio Grillo, ha sempre smentito interesse politico, ha sempre rifiutato l’idea di candidarsi e immischiarsi così con la gente che disprezza. Ma da quando i suoi “attacchi” sono diventati più organizzati, più “politici” lo sapevo che stava solo scaldando gli animi per una sua prossima candidatura. Potevo percepire da tutte le sue manovre di piazza il fermento dei suoi neuroni, intenti a pianificare, a manipolare.

Poco importa se non potrà davvero candidarsi in quest’occasione, presto o tardi succederà e allora potrà contare su una folta mandria di boccaloni internet-lesi, e saranno tempi bui. Dietro la facciata del giullare si nasconde un altro Grillo, più freddo e calcolatore, una persona ricca che -come tutti i ricchi- non ha nessun interesse nel fare il bene delle classi medie o del paese.

Una cosa che ho sentito dire spesso su Berlusconi è che è entrato in politica per tirare acqua al suo mulino, perchè se era ricco cosa gliene fregava di diventare politico? “Per vincere i processi” dicevano, per aiutare le aziende -le sue- per avere il coltello dalla parte del manico, insomma.
Per quale motivo Grillo dovrebbe essere diverso? Perchè fa ridere!? Non fa ridere anche Berlusconi? Magari proprio ridere no, però ci prova a fare il simpatico.

Grillo in politica sarà il colpo definitivo per la nostra nazione.
E prima o poi il colpo arriverà.


Follia omicida

1 luglio 2009

Come riportato in questo articolo della Repubblica, un ispettore della polizia penitenziaria di Catania ha fatto fuoco su un collega, uccidendolo. Prima stava cazzeggiando con altri colleghi, poi se n’è andato di corsa come se si fosse ricordato di dover fare qualcosa e allora ha scaricato il caricatore (15 colpi, alla salute!) sull’ignaro poveraccio, vittima della sua follia.

Al tizio in questione avevano tolto la pistola di ordinanza tempo prima per problemi di depressione e poi probabilmente era stato ritenuto nuovamente idoneo ad avere l’arma visto che gli è stata restituita. Un collega l’ha visto poco prima dell’omicidio -riporto dall’articolo- “in una cella, al buio, a pregare in ginocchio con la Bibbia in mano“.

Ma voglio dire, visti i precedenti di quella persona, il tizio che l’ha visto inginocchiato al buio (in una cella!) a pregare con la bibbia in mano (che impressione a pensarci… la bibbia in mano!) non ha pensato che fosse un pochino strano? Almeno un pochino? Io gli darei concorso in omicidio.


Una pandemia all’anno…

27 giugno 2009

Prima è stata la volta della SARS, poi c’è stata l’influenza aviaria, forse la pioniera è stata quella legata al morbo della mucca pazza, e queste sono solo alcune. Ormai non passa anno senza che si diffonda qualche pandemia.

Quest’anno ad ammalarsi sono stati i poveri maiali messicani -ay carramba!- ma anche in questo caso, come per le pandemie passate, c’è qualcosa che non mi quadra, vediamo cosa:

Lo scorso febbraio a Perote, città messicana facente parte della località La gloria, c’è stata una violenta ondata di infezioni respiratorie con sintomi simili alla comune influenza che ha colpito il 60% della popolazione locale.
Proprio a Perote sorge la Granjas Carroll de Mexico che lavora la carne di maiale per ricavare cibo di ogni tipo, inutile fare presente che nel processo la Granjas scarica tonnellate di liquami e sostanze chimiche di vario genere nel terreno circostante che potrebbero -condizionale- aver inquinato la falda acquifera da cui i vicini centri urbani come La gloria attingono acqua potabile. Non è un caso se mesi prima i cittadini furibondi manifestarono per l’alto inquinamento atmosferico e ambientale (vicino a loro passa anche un’autostrada).

E’ utile sapere che la Granjas è stata espulsa dagli stati uniti per grave danno ambientale nel 2006, l’anno dopo è stata denunciata per lo stesso motivo anche in Messico, ma forse a nessuno dei big importava la sorte del Messico e non è stato preso nessun provvedimento in merito. E’ strano notare come le infezioni respiratorie, iniziate a febbraio, siano state trasformate nel “caso” che tutti conosciamo solo ad aprile. Perchè questo ritardo? Semplice, per preparare leggi ad hoc da far passare sfruttando la paura della gente.

E così da aprile di quest’anno in Messico la polizia ordinaria potrà ascoltare le telefonate dei messicani, la loro posta elettronica e i siti internet; le imprese private saranno costrette a fornire dettagli privati dei propri dipendenti; i federali potranno infiltrarsi in associazioni culturali, gruppi e movimenti civili. Addirittura negli aereoporti in Messico hanno installato dei sensori termici per rilevare la temperatura corporea delle persone, per impedire di volare a chi la ha uguale o superiore a 37.5 gradi. Ovviamente l’unico motivo è diffondere l’allarmismo. E questa è solo la punta dell’iceberg.

Altra stranezza è che poco prima che si cominciasse a parlare di pandemia, proprio in Messico sono state effettuate delle esercitazioni per simulare il caso di una urgente vaccinazione di massa.
E’ un paese che ama le esercitazioni: nel settembre 2001 fuorono eseguite delle esercitazioni per simulare il caso di attentati aerei. Che coincidenze eh!?


Ammazzatemi di bastonate e io rido felice

27 giugno 2009

E’ quello che dice -tra le righe- Franceschini quando fa dichiarazioni come queste:

Oggi il Pd si è dimostrato vitale, in grado di tornare a vincere, di raccogliere il voto della maggioranza degli italiani”.

Il leader del PD ha perso di vista la realtà. Commentando i risultati delle elezioni amministrative, Berlusconi ha reso un quadro chiaro della situazione, che è inconfutabile e verificabile da tutti:

Prima delle elezioni amministrative, e relativamente alla popolazione interessata dal voto, il centrodestra rappresentava 5.358.810 cittadini e governava in 9 province. Il centrosinistra rappresentava 27.541.359 cittadini e governava in 50 province. Altre 3 province (Monza-Brianza, Bat e Fermo) erano di nuova istituzione e interessavano 1.280.809 cittadini. Oggi, il quadro si è ribaltato: il centrodestra rappresenta 21.250592 cittadini e governa in 34 province. Il centrosinistra rappresenta 12.930.386 cittadini e governa in 28 province”.

Ecco, forse è un principio di Alzheimer, o è la sindrome di Peter Pan -per cui non riesce ad assumersi responsabilità- ma in questi dati non ci vedo niente di positivo per il PD. Al massimo, ma proprio a cercare il pelo nell’uovo, il PDdino avrebbe potuto affermare che Berlusconi non ha stravinto come ci si aspettava e bullarsene come se fosse merito proprio.
All’opposizione Berlusconi deve apparire quasi soprannaturale, lo danno per spacciato da mesi -soprattutto sul web- ma resta in gara e anzi -dicono i sondaggi- la popolarità sua e del partito aumentano. Dopo tutti gli scandali nuovi e vecchi… ma vuoi vedere che agli italiani non frega niente della sua vita privata?

Franceschini invece di mostrarsi felice della mezza vittoria di destra e della mezza sconfitta di sinistra dovrebbe fare qualcosa di concreto, offrire agli italiani proposte serie, un motivo valido per cambiare preferenza, cosa che ora non fa.


Povertà e leggi, basterebbe davvero poco

26 giugno 2009

Un motivo per cui vale la pena NON fare carità

Basterebbe davvero poco per fare qualcosa di tangibile. Non parlo di shopping card o ammenicoli simili, ma di leggi mirate ai ristoratori e all’utilizzo che ne fanno del cibo.

La mia ragazza lavora in un self-service di un grosso centro commerciale, aperto fino tarda serata, ogni giorno verso l’orario di chiusura arriva qualche barbone a chiedere gli avanzi della giornata ma lei e le sue colleghe non possono dare niente perchè per legge e per le normative sanitarie, il cibo deperibile non consumato in giornata deve essere smaltito. Ovvero buttato. Questo forse per evitare che i ristoratori ripropongano il giorno seguente gli avanzi del giorno prima, magari un po’ più marci e quindi poco igienici.

La mia ragazza e le sue colleghe, dicevo, non possono dare niente anche perchè i loro supervisori si incazzerebbero e loro rischierebbero il posto. Tutto quello che possono fare è dire ai barboni che lo chiedono a che ora butteranno la roba e poi, quando la mettono nei cassonetti, è riporla bene in sacchetti di plastica puliti, in modo che chi va lì a prenderla non debba raccogliere i panini dal fondo del cassonetto sporco.
Nel loro piccolo sono delle eroine.

Quando mi ha raccontato questa cosa per la prima volta ci sono rimasto di stucco. Ma come? Ce la stramenano ogni anno con l’8xmille, le opere di carità, e ogni diavoleria possibile e poi questo? Vi immaginate ogni giorno in Italia quanti ristoranti buttano via cibo ancora commestibile?

Ma allora cazzo, non c’è la volontà di aiutare le persone. Se ci fosse davvero, basterebbe pochissimo per aiutarle, per aiutare gli ostelli e chi da loro da mangiare gratis. Basterebbe mettere per legge l’obbligo di donare tutti gli avanzi ad un’associazione che li andasse a chiedere. Magari mettere per legge di darli direttamente ai barboni non si può fare o ha qualche controindicazione che adesso mi sfugge, però insomma evitare che tutti buttino via roba commestibile sarebbe già un buon primo passo per qualcosa di utile e tangibile, no? Mi domando: ma ci penso solo io a ste cose?


Le pagelle ai docenti

24 giugno 2009

E’ un’iniziativa che ha avuto luogo al liceo classico Berchet di Milano, con il benestare del preside. Negli ultimi giorni di scuola i ragazzi hanno compilato un questionario anonimo indicando il proprio giudizio sui docenti. E quindi una volta tanto un po’ della trasparenza tanto decantata e mai sfruttata a dovere. Se l’iniziativa è seria ben venga, e pare proprio che lo sia visto che i giudizi numerici sono accompagnati da spiegazione dettagliata e insieme al voto sulla pagella i docenti interessati possono ritirare in segreteria il foglio con il giudizio complessivo sul lavoro svolto in classe.

Leggere questa notizia su corriere.it mi ha strappato un sorriso, soprattutto leggendo i commenti dei prof “bocciati” che ovviamente non hanno preso bene la novità, come questo: «Deve essere brutto, dopo trent’anni di duro lavoro e pure malpagato — dice un docente — essere giudicati da quattro ragazzini che non sanno un decimo di quello che sappiamo noi»

L’enunciato finale è, secondo la mia esperienza, falso. I ragazzi sanno un decimo dei professori? Dipende. Dai ragazzi, dai professori. Ho ricordi molto vividi di alcuni personaggi che aleggiavano dove ho fatto le superiori. Una docente di italiano che pareva avesse il cancro, perdeva capelli, e con regolarità sbroccava a seconda dell’umore fioccando 2 a caso. Ed era poco preparata, si percepiva. Poi magari aveva veramente il cancro per carità, ma prenditi un permesso santo cielo. Per quale motivo devi rovinare una classe?

Poi c’era un’altra, sempre d’italiano, a cui era recentemente morto il marito e di conseguenza si era totalmente lasciata andare in malora. Capisco il dolore della perdita eccetera, ma anche lì non c’è nessuno che valuta la sanità mentale dei docenti? Che controlli se hanno le carte in regola per stare con dei ragazzi? Questa non era una nostra insegnante ma un giorno ci fece supplenza. Furono le 2 ore più brutte e pesanti della mia intera esperienza scolastica. Piangeva ininterrottamente e per 2 ore con voce lamentosa (e tono molto alto) non ha fatto altro che lamentarsi del papa -sputando su una sua foto- dei vescovi e altri prelati -chiamandoli “grassi maiali”- e di tutte quelle persone che impedivano la ricerca sulle staminali e sulla clonazione degli organi (a quanto pare suo marito avrebbe potuto essere salvato così e secondo lei l’avevano lasciato morire). Capisco veramente il suo dolore, e lo capivo anche allora, ma non avete idea di cosa voglia dire vedere la propria classe completamente ammutolita per 2 ore (nessuno fiatava, nemmeno gli scapestrati), una tensione tangibile e la remota paura che la tizia potesse fare qualche gesto malsano. Non sono cose belle, anche se ora ci rido.

Poi c’era quello di economia aziendale che aveva la spina dorsale di un verme. Siccome aveva deciso che non ce ne fregava nulla della sua materia (e per alcuni era vero) entrava in classe e per prima cosa leggeva il giornale. 20 minuti buoni in cui si distraeva soltanto per dirci “shhhh buoni” perchè ovviamente nel frattempo si scatenava il pandemonio.
Questo tipo qui era capace il giorno seguente di entrare in aula e dire “Compito a sorpresa” come se intendesse dire “Buon giorno”. Ovviamente le proteste non scalfivano la sua imperturbabile corazza di ignoranza e malriposta superbia, così mentre noi facevamo il compito lo potevi vedere alla cattedra intento a leggere il giornale.
Quando poi arrivavano i voti, ed ovviamente erano 2 che fioccavano, gli facevamo notare con disappunto quanto facesse schifo come insegnante, chi a parole, chi rovesciando i banchi e sbattendoli violentemente a terra (nel biennio non avevo una classe “quieta”, diciamo così). Ma secondo me avrebbe avuto ragionissima anche chi avesse deciso di accoltellarlo, ti prendeva per sfinimento con quella sua facciona da ebete e quell’espressione da cui traspariva chiaro di come non gli importasse di noi, dei nostri voti o della nostra preparazione. Non aveva spina dorsale -dicevo- perchè dopo tutto questo can-can era solito dare il 6 politico per evitare ulteriore rumore (magari poi non riusciva a leggere il giornale cazzo). Vi lascio immaginare quando in 3^ ci siamo ritrovati l’arpia di economia aziendale a che livello era la nostra conoscenza della materia.

Poi c’era il professore di “elaborazione testi” (praticamente dattilografia al PC) che distribuiva degli esercizi da fare per tutta l’ora e nel frattempo cazzeggiava su internet o giocava a solitario.

Quella di “Scienza della materia”, una persona talmente fredda che anche mia madre -insegnante- detestava andare a colloquio con lei. Con lei andava tutto abbastanza bene, tranne poi la sorpresa a fine anno di ritrovarci tutti (tutta la classe, non scherzo) col debito della sua materia per ripicca di come era stata trattata da alcuni (scherzi piuttosto pesanti, lo ammetto).

Insomma nei 5 anni di superiori ne ho viste di tutti i colori. I docenti erano preparati? Può darsi, alcuni indubbiamente si, altri non troppo. La vera domanda però non dovrebbe essere sulla loro conoscenza della materia, la vera domanda dovrebbe essere: i docenti sono tutti in grado di fare i docenti? Ecco, questo senza dubbio no.